"Fallo! Fallo! Fallo!" (Cit.)

Mi capita spesso di far vedere i miei lavori alla mia cerchia di amici, prima di spiattellarli sull'unico social che ho salvato dall'eliminazione totale dalla mia vita online e non -instagram-, e di fantasticare sulla possibilità, un giorno X nel tempo, di poterli vendere a chi, come me, apprezza e compra oggetti e abbigliamento handmade. E la repentina e coraggiosa risposta che ricevo dagli altri, spesso, è "fallo!" 

Eh. "Fallo!" "Sì fa presto a dire 'fallo'"! (semicit. di un altro film) 

Ci sono in ballo molti aspetti che io tendo sempre a considerare, prima di poter dire "ok, è il momento di fare sul serio!". Uno su tutti è che oggi, per vendere handmade, bisogna essere "social". Ma social di brutto. Ovvero tutto quello che io non sono e che considero una gran rottura di scatole. Forse è per questo che sto prendendo tempo. 
Anzi. Devo dirvi la verità: l'unico deterrente è, forse, proprio questo per me. 

E se invece di starmi a torturare il cervello, se invece di pormi mille domande e darmi centomila risposte (per tre quarti probabilmente tutte sbagliate) decidessi di lanciarmi a capofitto? 
Tanto più che sbattere la testa non potrebbe succedere, no? 


Commenti

  1. Esatto, proprio quello che stavo per scrivere. Mal che vada cosa ci perdi? Fondamentalmente nulla. Certo, il tempo impiegato non torna indietro ma l'hai trascorso facendo qualcosa che ti piace, perciò va bene.
    Meh 😁

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    1. Il tuo commento non fa una piega! Mi metto subito al lavoro! ❤

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